Ce l’ho fatta! Poco prima che terminasse, questa mattina, 21 luglio 2024, sono riuscita ad andare a vedere la mostra “Zitti Zitti” di Alan Stefanato al Museo d’Arte Moderna “Ugo Carà” di Muggia, a cura di Massimo Premuda.

Ricordo che anni fa, all’Istituto d’arte Nordio, un professore mi aveva detto che Alan avrebbe fatto strada. È vero, lo pensavo anch’io, tanto che negli ultimi anni mi sono voluta regalare un suo dipinto.

Ciò che mi ha colpita della mostra è che da quella volta al Nordio, Alan è cresciuto e ha sperimentato attraverso la sua arte, evolvendosi, ma continuando ad avere un suo stile.

Lo avevo intervistato una decina d’anni fa in occasione di un’altra sua mostra, ritrovare oggi le sue opere esposte nel prestigioso Museo d’Arte Moderna Ugo Carà mi ha fatto uno strano effetto.

In questi ultimi lavori, Alan gioca con forme semplici ma nel contempo capaci di creare un notevole dinamismo dato dalle pennellate che danno vita a dei vortici emozionali dove il colore diventa quasi offuscato, generando così una sensazione di distacco dalla realtà, sebbene i cromatismi ci rimandano alla natura. Entriamo nel mondo dell’inconscio dove una sensazione di apparente smarrimento fluttua tra l’irreale e il reale.

Zitti zitti di Alan Stefanato
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